Every photo is a place I don’t live anymore – Mostra fotografica di Emanuele Tortora

Every photo is a place I don’t live anymore – #tentativo1

Ogni fotografia nasce da un movimento interiore: il desiderio di trattenere ciò che sta già andando via.

Per Emanuele Tortora, tutto è cominciato con un dono: una vecchia Pentax P30n, appartenuta a una donna che non c’era più, passata di mano come una reliquia familiare. Un gesto semplice, ma che conteneva già tutto: la trasmissione della visione, la continuità del nome, la consapevolezza che ogni immagine nasce da una perdita.

Da quella mattina, con il primo rullino in bianco e nero, la fotografia è diventata un modo per comprendere il mondo, non per descriverlo. Le notti passate a stampare in bagno, tra l’odore dei chimici e la luce rossa, non erano esercizi tecnici ma rituali di apprendimento: errori, osservazioni, tentativi. Una pratica quotidiana che ha insegnato a guardare come si guarda una ferita, o una superficie che si screpola.

C’è un filo sottile che unisce l’esperienza del restauro e quella della fotografia: in entrambi i casi si lavora sulla materia del tempo, cercando di salvare qualcosa senza illudersi di restituirlo intatto. È forse da lì che nasce la sua attenzione alle tracce, alla luce che svela e insieme consuma.
Le immagini di questa mostra, realizzate nei primi anni Duemila, non raccontano una storia lineare. Sono frammenti di uno sguardo che imparava a conoscersi, tentativi di comprensione. Una mano che indica un edificio come per ritrovare la via di casa. Un occhio spalancato nel buio che interroga la propria capacità di vedere. Un gruppo di uccelli su una struttura metallica, come pensieri che si posano per un istante prima di volare via.

Tutto in queste fotografie si muove tra la prossimità e la distanza, tra il gesto intimo e la percezione collettiva.
È qui che la mostra trova la sua universalità: non perché parli a tutti, ma perché evoca un’esperienza comune – il momento in cui ciò che conoscevamo cambia forma, e non possiamo più abitarlo se non attraverso un’immagine.
In fondo, Every photo is a place I don’t live anymore non è solo un titolo, ma una dichiarazione di poetica: la fotografia come strumento per ricordare, ma anche per perdersi di nuovo.

Perché ogni tentativo di fissare il mondo è già, inevitabilmente, un modo di lasciarlo andare.


Vernissage

Giorno e orario: Sabato 15 Novembre | ore 18:00 – 22:00
Underground Set: Malcomune // Cetomedio
Luogo: Stazione delle Arti – via Stazione, 82 – Marano Vicentino (VI)


Bio

Emanuele Tortora è il socio fondatore e unico membro litigioso di CollettivoTentativo (per ora). 
Fotografo e autore visivo con base a Vicenza, Emanuele Tortora indaga il paesaggio come spazio di memoria e trasformazione, alternando progetti personali a lavori commissionati. La sua ricerca si concentra sui segni dell’abitare, sull’interazione tra uomo e ambiente, e sul potenziale narrativo della fotografia come strumento critico. Ha esposto in mostre personali e collettive, tra cui ADI Museum (Milano), Studio Incipit (Vicenza), Perimetro Naturale (Milano), Langhe Photo Festival e Arcipelago Brenta. Insegna fotografia presso l’Università IUAV di Venezia e ha collaborato a lungo con l’I.S.F.A.V. di Padova. 


Mostra organizzata in collaborazione tra APS S-CIAO, CollettivoTentativo e EdizioniPilota. Grazie al Comune di Marano Vicentino. Sponsor tecnico KitaFrame.

credits ©EmanueleTortora