De profundis
Opera collettiva a cura di Elisa de Munari @elli_demon, Silvia Gavasso @silviagavasso_cianotipie e Alberto Mariotto @albert.the.albert nell’ambito del programma culturale di A.P.S. S-CIAO.
Tre personalità, tre linguaggi, una comunione d’intenti. Ognuno sonda a modo suo le profondità a cui la vita conduce.
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Inaugurazione: Venerdì 10 Luglio 2026
A partire dalle ore 20:30 gli spazi interni ed esterni della Stazione di Marano Vicentino ospiteranno l’opening della mostra e alle 21:30 il concerto Raìse, progetto in acustico di Elli de Mon, opener ensemble “Babastrìe”.
Le Babastrìe sono sei donne che hanno scelto di dare nuovamente voce ai canti della tradizione femminile veneta. Canti che la memoria collettiva ha quasi cancellato, ma che custodiscono le storie di intere generazioni di donne: il lavoro, la fatica, la violenza domestica, gli amori infelici, gli stigmi, la solitudine e la forza di resistere, recuperando parte delle melodie originali e intrecciandole a nuovi arrangiamenti.
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Ingresso gratuito
Open bar
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Orari mostra: dal 10 al 19 luglio ogni ven/sab/dom dalle ore 17:00 alle ore 20:00
Stazione delle Arti, Via Stazione, 82 – Marano Vicentino
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Biografie
Elisa De Munari (Schio, 1981) è musicista, scrittrice e docente. Ha all’attivo numerosi dischi pubblicati con etichette italiane e straniere e svolge un’intensa attività concertistica. Dal 2020 pubblica saggi e romanzi. Per Grembo de Pria ha dato forma alle immagini del grembo e da questa indagine è nato il suo contributo a “De profundis”.
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Silvia Gavasso (Schio, 1982) sperimenta da diversi anni l’uso della cianotipia, antica tecnica fotografica ottocentesca e ne condivide le potenzialità espressive nei suoi laboratori. Nel 2026 ha curato l’universo visivo di Grembo de Pria, progetto musicale e benefico della cantautrice Elli de Mon.
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Alberto Mariotto (1987) accoglie il linguaggio come necessità: nella clinica, diviene strumento per scorgere ciò che si colloca in ombra; Elikós nasce nel 2026, nella terra di “Grembo de Pria”. Crede che tra quello che vorremmo dire e quello che riusciamo a dire ci sia uno spazio vivo. Abita quello spazio.
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A cura di @s_ciao.aps in collaborazione con @comunedimarano